Appena in tempo: salvare la gamba di Rohan e la sua speranza

Lee Hutchinson
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Just in Time: Saving Rohan’s Leg, and His Hope Just in Time: Saving Rohan’s Leg, and His Hope

Nel cuore dell’India, il team Butterfly Effect era in piena attività.

Avevamo i nostri volontari in ricognizione, in giro per le strade alla ricerca di chiunque avesse bisogno: cinque moto, cinque motociclisti e cinque cuori aperti, pronti a rispondere a quelle richieste d’aiuto silenziose che troppo spesso restano inascoltate.

E poi arrivò la chiamata.

C’era un uomo solo, immobile e sofferente, sdraiato accanto a una discarica di plastica ai margini della città.



🚨 Il salvataggio

Ci mettemmo subito all’opera. Quando arrivammo sul posto, lo trovammo lì. Si chiamava Rohan e la sua situazione era disperata. Era sdraiato su un telo di plastica accartocciato, appoggiato a un muretto, con addosso soltanto i vestiti che indossava.

La gamba era molto gonfia, avvolta in vecchi stracci, e presentava una ferita profonda e aperta, chiaramente infetta.

All’inizio esitava a lasciarsi aiutare: era chiuso in sé stesso, spaventato e chiaramente sopraffatto dalle difficoltà della vita. 

I suoi occhi raccontavano tutto: si era arreso.



❤️ Un barlume di speranza

Ma ci inginocchiammo accanto a lui. Ci presentammo, gli spiegammo chi eravamo e, lentamente e con delicatezza, lo invitammo ad accettare un po’ d’affetto. E con un lieve cenno del capo… accettò.

Lo sollevammo dalla strada, lo pulimmo, gli tagliammo i capelli e gli facemmo una rasatura come si deve. Poi gli demmo da mangiare e da bere e ci prendemmo cura anche del suo stato emotivo. Quando fu abbastanza stabile, chiamammo un’ambulanza.



🏥 L’ospedale

Quando arrivammo in ospedale, i medici rimasero visibilmente scioccati. La ferita era molto peggiore di quanto pensassimo: l’infezione si era diffusa in tutta la gamba, risalendo fino alla coscia e scendendo verso il polpaccio. Il medico ci disse che, se avessimo aspettato ancora solo qualche giorno, sarebbe stato necessario amputare la gamba di Rohan.

Rohan ci raccontò la sua storia: una notte, mentre dormiva per strada, un tuk-tuk gli era accidentalmente passato sopra la gamba. La gamba sinistra era fratturata. Non avendo accesso a cure mediche, aveva iniziato a guarire in modo storto e innaturale. Peggio ancora, il taglio iniziale causato dall’incidente si era trasformato in una ferita aperta, che imputridiva nel caldo e nella sporcizia, diventando un terreno fertile per i batteri.



Non aveva antidolorifici. Non aveva cibo. Non aveva nessuno.

Ma questa volta, l’aiuto era arrivato.

💊 Una seconda possibilità

Abbiamo coperto le spese ospedaliere. Abbiamo comprato tutti gli antibiotici e gli antidolorifici di cui aveva bisogno. In ospedale hanno pulito a fondo la ferita, l’hanno lavata con iodio, hanno rimosso il tessuto infetto e l’hanno fasciata. Hanno predisposto una terapia completa in compresse per l’infezione interna ed esterna e ci siamo assicurati che potesse tornare a ricevere i farmaci di cui aveva bisogno.

Non si poteva fare nulla per la vecchia frattura della gamba, che si era già saldata nella posizione sbagliata, ma siamo riusciti a comprare a Rohan una sedia a rotelle e gli abbiamo donato cibo e un sostegno economico sufficienti per aiutarlo a vivere nei mesi successivi.

Lo abbiamo trovato appena in tempo.



Il medico lo ha detto chiaramente: se fossimo arrivati anche solo pochi giorni più tardi, avrebbe perso la gamba. E in India si vedono fin troppo spesso amputazioni dovute a infezioni non curate, scarsa igiene e mancanza di accesso all’assistenza sanitaria.

La vita di Rohan avrebbe potuto finire o cambiare per sempre, ma invece ha ricevuto una seconda possibilità.

🦋 L’effetto farfalla


Un solo gesto di gentilezza, un solo momento di intervento, può cambiare completamente la vita di qualcuno.